La caccia è la pratica di catturare o uccidere animali, solitamente selvatici, per procurarsi cibo, pelli o altre materie oppure per scopo ricreativo.
La caccia fu certamente una fonte primaria di sostentamento in alcune fasi dell'evoluzione umana, ovvero prima della nascita dell'allevamento e dell'agricoltura, quando l'uomo era cacciatore-raccoglitore. Ancora oggi la caccia (eventualmente nella forma della pesca) rappresenta la fonte principale di proteine nell'alimentazione di molte comunità, soprattutto nei paesi più poveri del mondo.
Nei paesi industrializzati la caccia ha perso il ruolo di sostentamento, diventando gradualmente una attività principalmente ricreativa oppure condotta allo scopo di commerciare il ricavato della cattura o dell'uccisione di animali. In questo contesto, il termine "caccia" si riferisce generalmente a un'attività approvata dalla legge, mentre con bracconaggio si intende la caccia fatta in modi o in contesti che la rendono illegale.
La caccia può anche avere un ruolo nella gestione della fauna selvatica, ad esempio per mantenere la popolazione di una certa specie all'interno delle capacità di sostentamento dell'ambiente ecologico. In Italia, come negli Stati Uniti e in molti paesi occidentali, le guardie forestali e ecologi partecipano alla scrittura delle norme di regolamentazione della caccia in modo che le quote e i metodi permessi garantiscano la preservazione della fauna selvatica.
La cattura di pesci, ovvero la pesca anche nella sua espressione subacquea (nota col nome di caccia subacquea ma ancor meglio pesca subacquea), non viene solitamente considerata un tipo di caccia anche se ne condivide molti aspetti. Anche la cattura di animali con trappole, oltre a essere generalmente proibita, viene solitamente considerata un'attività diversa dalla caccia.
Oggi, per molte persone, la caccia è considerata una forma d’arte; per altri è considerata come un modo per passare del tempo all’aria aperta, in solitudine o con i propri amici. In tutto ciò va sottolineato il fatto che per soddisfare questi “piaceri” si fa ricorso all’eliminazione di esseri viventi che meriterebbero un percorso di vita decisamente diverso, più naturale. Le leggi “tutelano” gli animali ma non troppo. Esse si limitano a definire i periodi di caccia, per “eliminare” il fattore estinzione, ma se tale limitazione fosse un‘iniziativa dello stesso uomo che ha la passione per la caccia, non sarebbe meglio?. Decisamente, sarebbe la cosa migliore ma è anche vero che resta un evento improbabile. Questo significa che, per questi uomini, la soddisfazione di aver deciso la fine della vita di un essere è maggiore rispetto a quella che poverebbero salvandola. La caccia è un sistema di "omicidi legali".
Come è stato scritto nel post riguardante la prevenzione, l’uomo per natura è l’essere più egoista che possa esistere. Inoltre, è noto come l’uomo si senta incitato di fronte a delle limitazioni. Il problema di fondo sta nel far capire, a chi pratica questo esercizio, che quando si va a cacciare si diventa inevitabilmente degli assassini a tutti gli effetti. In questo senso le leggi sono a favore della caccia pur mettendo delle limitazioni. Non deve esistere il periodo per cacciare e quello per non cacciare. La vita è un dono che va tutelato sempre e non solo in alcuni periodi dell’anno. Esistono cacciatori e bracconieri ma non credete, in fin dei conti, che i termini abbiano significati uguali? Entrambe decidono delle vite altrui. Vite di esseri indifesi, che si ritrovano a non poter fare altro che rassegnarsi di fronte a coloro che, sotto questi aspetti, si trovano ad essere più forti di loro. Esseri alla quale un giorno qualunque viene derubato del diritto alla vita. Chi uccide una vita umana viene condannato a scontare una pena. Chi uccide un animale non viene condannato, se lo fa nei periodi e nei luoghi giusti. I bracconieri agiscono illegalmente e i cacciatori no. Sono definizioni senza senso! Se uccidi l'hai fatto e basta.
Intendiamoci, con questo intervento non vogliamo dire "diventiamo tutti vegetariani", sarebbe sbagliato. Esiste una catena alimentare creata dalla natura stessa ma uccidere per passare una giornata con i propri amici non è una cosa, per niente, necessaria. Inoltre, ricordiamoci che anche le piante di cui ci nutriamo sono esseri viventi. Non possiedono occhi, orecchie, ecc..ma nascono, crescono e muoiono. Queste tre fasi riunite realizzano quel processo chiamato VITA.
Negli anni si sono svolte diverse campagne di sensibilizzazione contro la caccia. Ovunque, dalle scuole alle piazze, si organizzano delle giornate dedicate all’esposizione delle motivazioni per le quali tali azioni necessitano di una totale eliminazione. Grazie a quest’ultime, il grado di sensibilizzazione della popolazione sembra stia crescendo, di contro il numero di praticanti della caccia sta scendendo. Nel corso degli ultimi anni sono stati commissionati ad agenzie accreditate la rilevazione di dati statistici vari sondaggi, sia a livello nazionale che regionale, sul tema della caccia. Di seguito sono riportati i dati ISTAT.
Si può osservare come dal 1980 al 2002 il numero dei cacciatori, in Italia, sia nettamente diminuito. Appare eminente che la quasi totalità degli italiani si dichiara contraria a certe pratiche particolarmente controverse (intorno al 90%) e in generale la stragrande maggioranza dei cittadini è nettamente contraria alla pratica della caccia in sé e per sé (70%).
Sono risultati positivi ma si può migliorare sempre di più se solo lo volessimo.
Abbattiamo la caccia superflua. Quando vogliamo trasccorrere una giornata all'aria aperta a contatto con gli animali, facciamolo con loro da vivi. Fermiamoci ad osservare la loro vitalità, la loro sensibilità, la loro intelligenza e tutto ciò che fa parte di essi. Quando abbiamo bisogno di denaro non facciamo dell'omicidio un lavoro. Non trasformiamoli in pellicce, in borse e quant'altro solo perchè è uno dei modi più veloci per fare soldi. Magari quei soldi serviranno a sfamare delle famigle ma, in questo modo, se ne distruggono altre. Noi non vorremmo mai che qualcuno uccidesse i propri genitori o i propri figli solo per fare del bene ad altri che potrebbero rimediare diversamente. Purtroppo il discorso è sempre lo stesso:"All'uomo piace vincere facile". Questo non gli fa per niente onore.
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16 anni fa
1 commenti:
concordo con il fatto che sia un omicidio legalizzato e per lo + inutile..la caccia nn serve per vivere ai cacciatori ma solo per un puro divertimento..che divertimento c'è nell'uccidere nn si sa..io considero tutta la caccia superflua..tranne quella ad animali che magari nn sono autoctoni e stanno distruggendo la fauna locale..
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