Presentazione Blog

10 luglio 2010

Zoomafia


Non tutti sanno che il termine “zoomafia” nasce circa dodici anni fa per mano della LAV (Lega Antivivisezione) allo scopo di indicare lo sfruttamento degli animali per ragioni economiche, di controllo sociale, di dominio territoriale, da parte di persone singole o associate o appartenenti a cosche mafiose o a clan camorristici. Il termine è stato pure introdotto a partire dal 2008 in vocabolari italiani importanti come lo Zingarelli. Inoltre, la LAV, ha istituito nel 1998 l'Osservatorio Nazionale Zoomafia, organismo finalizzato all'analisi, anche sotto il profilo criminologico, dello sfruttamento degli animali da parte delle organizzazioni criminali. La struttura rientra a pieno titolo fra i sistemi di controllo informale della criminalità ed è nato dall'esigenza sempre più crescente di esaminare e studiare in modo sistematico tale fenomeno e individuarne i possibili sviluppi.
L'Osservatorio, diretto dal dott. Ciro Troiano, collabora con tutti gli organi di Polizia giudiziaria, con la magistratura, con vari osservatori sulla criminalità e le mafie e pubblica annualmente il "Rapporto Zoomafia".




Il Documento analizza i vari filoni della zoocriminalità cioè:

  • I combattimenti tra cani
  • I cavalli e le corse clandestine
  • La “cupola del bestiame”
  • Il business dei canili e del traffico di cani
  • Il contrabbando internazionale di animali
  • Il bracconaggio & la criminalità
  • Il traffico di fauna selvatica
  • Il malandrinaggio di mare.

Da poco meno di un mese è uscito il “rapporto zoomafia 2010” con dati davvero allucinanti, soprattutto perché il bilancio della lotta alle zoo mafie risulta alquanto incerto nonostante passi in avanti significativi.
Proprio questo sarà l’argomento di questo post. Leggendo alcuni articoli pubblicati su internet
Ecco l’articolo pubblicato da Ansa:
17 giugno 2010
ROMA - Un giro d'affari stimato in circa 3 miliardi di euro: questa la cifra che emerge dal 'Rapporto Zoomafia 2010' della Lega Antivivisezione che analizza lo sfruttamento illegale di animali da parte della criminalità nel 2009.

"Lo scorso anno - scrive la Lav - abbiamo assistito a un calo degli interventi di contrasto contro le corse clandestine di cavalli e le infiltrazioni criminali nel settore dell'ippica, anche se si tratta di campi in cui la criminalità organizzata sembra concentrare sempre più il suo interesse: un 'settore', quello delle corse, che da solo produce un business stimato in circa 1 miliardo di euro". "Sono aumentati, invece, gli interventi e le operazioni di contrasto contro l'importazione illegale di cuccioli dai paesi dell'Est: in 15 mesi, solo in base alle notizie di stampa, sono stati sequestrati 886 cuccioli, centinaia di microchip-trasponditori e libretti sanitari, farmaci, dispositivi medici, e sono state denunciate 41 persone, tra trasportatori, allevatori e commercianti".

"Stabile - secondo il rapporto - il business legato alla gestione di canili 'illegali' (strutture spesso sovraffollate e inadeguate sotto l'aspetto igienico sanitario e strutturale) così come il business sui randagi, che garantisce agli sfruttatori di questi animali introiti stimati intorno ai 500 milioni di euro l'anno, grazie a convenzioni con le amministrazioni locali per la gestione dei canili.

La Lav, nel suo rapporto annuale, punta soprattutto il dito sul preoccupante fenomeno della cosiddetta 'Cupola del bestiame' e dei reati ad essa connessi, che vanno dalle truffe ai danni dell'erario, dell'Ue e dello Stato, al traffico illegale di medicinali, dal furto di animali da allevamento, alla falsificazione di documenti sanitari, fino alla commercializzazione di carni e derivati, provenienti da animali malati. Un business annuo di almeno 400 milioni di euro.
Leggiamo che Sono aumentati, invece, gli interventi e le operazioni di contrasto contro l'importazione illegale di cuccioli dai paesi dell'Est: in 15 mesi, solo in base alle notizie di stampa, sono stati sequestrati 886 cuccioli, centinaia di microchip-trasponditori e libretti sanitari, farmaci, dispositivi medici, e sono state denunciate 41 persone, tra trasportatori, allevatori e commercianti".

Più precisamente, queste sono le cifre stimate dal Rapporto Zoomafia 2010:
GIRO D' AFFARI

  • Combattimenti tra cani 1.000 miliardi
  • Mercati fauna selvatica 10 miliardi
  • Corse clandestine cavalli 2.000 miliardi
  • Business canili 164 miliardi
  • Traffico animali esotici 500 miliardi
  • Bracconaggio 5 miliardi
  • Cupola bestiame 80 miliardi

Totale 3.759 miliardi

ANIMALI COINVOLTI:

  • Cani coinvolti 15.000
  • Cani morti 5.000
  • Costo di un cane "campione" 50/100 milioni di lire
  • Cavalli sequestrati 83
  • Animali esotici sequestrati 392
  • Capi bestiame sequestrati 1.500

Magari noi non ci facciamo caso ma sentiamo parlare, per lo più, di queste argomentazioni soprattutto nei periodi natalizi come nei mesi estivi sentiamo parlare spesso di randagismo e di abbandoni. Queste sono tutte cose che purtroppo si verificano giorno per giorno. Queste sono cose che non finiranno mai almeno fino a quando l’uomo non cambia. Più volte è stato affrontato il discorso sull’uomo e sullo “stile di vita” che conduce, inutile riprenderlo, ma leggendo dati come questi è importante soffermarsi qualche minuto e pensare al fatto che tutti quei numeri in realtà sono vite…vite che oramai non ci sono più, vite che sarebbero potute essere benissimo risparmiate, vite che popolavano il nostro pianeta e quest’ultimo è un punto importante benché, spesso, sottovalutato.
Ricordiamoci che il nostro pianeta va avanti grazie ad una catena. Catena della quale facciamo parte pure noi. Basta che un anello della catena si spezzi per far si che tutto il sistema ne risenta. Tutto esiste perché ha una sua funzione e parliamo anche di funzioni di vitale importanza. Non distruggiamo il mondo solo per assecondare i nostri capricci o quello dei nostri cari. Distruggiamo chi vuole distruggere il mondo, ovvero la nostra casa. Senza la nostra stessa vita non andrebbe avanti. Arrivare a quel punto significa rendersi conto che tutti quei capricci si sono rivelati inutili. Le conseguenze. Pensiamo sempre alle conseguenze. Non facciamo si che questi dati crescano. Crescendo ci si avvicina al punto di distruzione e noi, al contrario, dobbiamo tutelare il mondo in cui viviamo.

Di seguito sono riportati i rapporti di zoomafia del 2009 e del 2008 pubblicati dalla LAV:

Questioni di conseguenze - Dall'adozione al randagismo

9 luglio 2010
Siamo in piena estate e girando per le strade non si può fare a meno di notare la molteplicità di animali che oramai abitano le stesse. Animali di tutti i generi, cani e gatti sono quelli che salgono maggiormente all’occhio ma nelle zone di campagne può capitare di imbattersi in specie di animali esotici che non hanno niente a che vedere con quel territorio. Tutto ciò prende il nome di “fenomeno randagismo” ed è una diretta conseguenza del “fenomeno abbandono”. I cuccioli sono molto carini ma quando crescono perdono la loro dolcezza esteriore…non servono più…ecco arrivato il momento dell’ abbandono. I figli, che tanto hanno pregato per avere quell’animale che tanto desideravano adesso hanno tempo solo per le loro console, i loro amici, i loro sport…di contro i genitori, spesso, non sono disposti addossarsi un’ulteriore responsabilità, quella di accudire l’animale dei loro figli…ecco arrivato il momento dell’abbandono. Le vacanze stanno arrivando! Dove ci dirigiamo? Andiamo qui! Non si può, purtroppo non accettano animali..come facciamo?...ecco arrivato il momento dell’abbandono.
Tante…troppe le tipologie di abbandono di un animale. E’ un fenomeno che non sarà facile estinguere. Scopo di questo post e in generale di questo blog è quello di far capire gli sbagli in cui l’uomo incorre ripetutamente. Ogni anno si fanno talmente tante campagne in merito che se ne perde pure il conto ma se a cambiare non è la mentalità dell’uomo c’è ben poco da fare. Tutti siamo a conoscenza delle pene legali alla quale si va incontro compiendo gesti di questo tipo, nonostante tutto continuano a verificarsi. Chi maltratta, uccide o semplicemente abbandona un animale non ha paura della legge. Se compi uno di questi gesti senza che nessuno, che realmente ha a cuore questo tema, ti veda allora sai che nessuno ti denuncerà. L’unica paura che potresti avere è quella di non riuscire a rimuovere dalla coscienza, ammesso che la possiedi, quel gesto così crudele che hai commesso Oggi chi possiede un animale non è lasciato solo. Esso è agevolato e sostenuto da pensioni per animali, da alberghi adatti a TUTTA la famiglia...nonostante tutto si ricorre spesso a questo sistema semplice e “indolore” per le proprie tasche. Anche il prestigio della persona non viene pubblicamente deturpato. Infatti, colui che ha deciso di abbandonare non è in grado di chiedere aiuto a qualcuno che possa trovare un posto sicuro per quell’animale che non vuol più tenere, verrebbe giudicato male...crede.
Matematicamente l’egoismo dell’uomo tende ad infinito. L’uomo non vuole che la sua reputazione ne risenta ma siamo sicuri che verrebbe giudicato male? Sicuramente verrebbe giudicato positivamente rispetto a quei codardi che abbandonano i propri animali durante la notte e comunque lontano da occhi indiscreti. Un metodo “indolore” per le loro tasche ma non per quell’animale che, magari, si era affezionato abbastanza da aver dato la propria vita in cambio di quella del padrone, in caso di necessità. Tutto ha delle conseguenze. Conseguenza dell’abbandono è il randagismo. Ci lamentiamo di tutti quei cani e gatti che ci ritroviamo dappertutto, davanti alla porta di casa, all’ingresso di uffici, scuole, bar, ecc…ma loro sono li a causa di qualche uomo che non li ha più voluti. Poi la natura compie il suo lavoro, avviene la riproduzione fra randagi. Sono tutte conseguenze. Conseguenze che cercano di essere contrastate in tutte le maniere. Se da una parte, infatti, si ricorre ad interventi di sterilizzazioni, di microcippature, di ricovero e, soprattutto, di sensibilizzazione dall’altra si fa ricorso alle maniere crudeli. All’egoismo di certi uomini si aggiunge la crudeltà di altri che, arrivati alla massima sopportazione, agiscono brutalmente diventando assassini di questi poveri animali vittime della società. L’uomo è per molti versi la specie che più di tutti meriterebbe l’estinzione.
Sotto è riportato un disegno che descrive sommariamente diverse fasi che partono dall’adozione all’abbandono di un cane. Come già detto le conseguenze possono essere tante, persino non sapere la fine della vittima stessa.




Riflettiamo sulle conseguenze prima di compiere un gesto di cui potremmo pentirci. Loro ci amano incondizionatamente e non si meritano trattamenti del genere. Le parole da spendere possono essere tante ma quello che contano sono i fatti. L'uomo fa tante cose ma putroppo per lui la maggior parte sono cose di cui si dovrebbe solo ed esclusivamente vergognare.

Uno "scatto" verso la morte

11 giugno 2010
Il tempo e la storia hanno tramandato questa forma di sfida tra la forza della natura, il toro, e l'uomo.
Per chi non lo sapesse, in Spagna la corrida è un semplice e pittoresco spettacolo, anche troppo cruento. Ci sono i sostenitori della corrida, quelli che ne apprezzano la storia, la tradizione, la simbologia, che percepiscono la sfida tra matador e toro come un confronto mitico che trascende la realtà, affermando che se loro fossero tori preferirebbero morire durante una corrida invece che in un macello...e ci sono gli oppositori che ritengono la corrida un'ostentazione volgare e violenta, un triste spettacolo di violenza gratuita sugli animali.
A prescindere dal nostro personale pensiero, vi diamo di seguito alcune informazioni interessanti sulle corride.
In Spagna ci circa 400 Plaza de Tores ed ogni Plaza de Tores ha una piccola cappella dove ogni torero riceve la benedizione di un prete prima di entrare nell'arena. Il prete deve assistere a tutta la corrida.Le le feste più note durante le quali si tengono corride sono quelle di Medina Celi (in cui il toro ha le corna infuocate),S. Isidoro a Madrid e S. Firmino a Pamplona. Nei paesi più piccoli la corrida si svolge una sola volta all'anno, il giorno in cui si festeggia il santo patrono. La corrida dura circa un'ora e mezza e durante questo tempo sono uccisi 6 tori da 3 toreri. Ogni anno sono uccisi 30.000 tori mentre 40 sono i toreri e i picadores morti nell'ultimo secolo. Nessun toro è mai stato graziato.
Le prime gare con i tori in Spagna risalgono a circa l'800 dopo Cristo, ma la corrida come la si conosce oggi risale al
XIV secolo ed era praticata solo dall'aristocrazia a cavallo.
Nel 1670 fu fondata a Siviglia la prima scuola di tauromachia. Sotto Franco ci fu una sorta di sottacere riguardo alle corride, per non dare un'idea violenta della Spagna all'estero. Negli anni '60 ci fu invece un periodo di grande popolarità per la corrida.
Eppure il toro non è un animale da combattimento, è un animale erbivoro, allevato in pascoli fino all'età di 4 anni, poi bruscamente trasferito nell'arena.
Torturare e uccidere il toro non significa - come afferma una pseudocultura - vincere il male e le forze avverse della natura ma significa solo sadismo, ignoranza, violenze, barbarie.
L'82% degli spagnoli, secondo un sondaggio Gallup, è contrario alle corride che sono mantenute in vita solo da un migliaio di persone definite dagli animalisti spagnoli MAFIA TAURINA.
Questa mafia non ha scrupoli nello sfruttare la sofferenza degli animali e la delicata psicologia dei giovani per scopi puramente economici. Per imporre alla Spagna, all'Europa e al mondo questi barbari spettacoli la mafia taurina, impossessandosi dei mass-media, presenta la corrida come arte, folklore, tradizione popolare, mito, rito, simbolo, ottenendo il consenso della cultura ufficiale, del Governo spagnolo, aprendo scuole di tauromachia per giovanissimi organizzando e incoraggiando spettacoli comico-taurini in cui nani, scimmie, scimpanzè torturano a morte vitellini con lo scopo di divertire i bambini rendendoli così crudeli e indifferenti al sangue e alla sofferenza.
In questo clima, che mira a creare in Spagna futuri toreri e futuri spettatori, anche certi preti cattolici si cimentano come toreri o fanno propaganda alle corride per costruire o restaurare chiese e per scopi di beneficenza. Molto di recente anche una suora è entrata nell'arena.
Oggi probabilmente gli spagnoli sono cambiati, sembrano invece aumentate nel mondo la ferocia e la barbarie della tortura, della guerra, della violenza di umani nei confronti di umani e di non umani, anche se l'animalismo e l'ecologismo sono temi molto sentiti da un gran numero di persone.
Animalisti e ambientalisti sono riuniti nel movimento per l'abolizione delle corride e delle feste cruente. Con le loro manifestazioni, proteste e pressioni politiche sono riusciti a farsi ascoltare dal Parlamento europeo.
Al Parlamento europeo e alla Commissione europea si sono rivolte molte richieste di abolizione delle corride e delle feste sanguinarie. Proposte di risoluzioni e di raccomandazioni sono state presentate da molti parlamentari europei trovando sempre opposizione da parte della lobby taurina.
I sostenitori della corrida tentano di divulgare la “cultura del toro” con proposte di regolamentazione della tortura.
Ricordiamo che in Italia la legge proibisce gli atti di crudeltà su animali e i giochi che importino strazio di animali: l'art. 727 C. P. e la circolare del Ministero dell'Interno 3 ottobre 1994 n 559/leg.200.112 bis che ribadisce il divieto degli spettacoli o i trattenimenti pubblici che (...) comportassero strazio o sevizie di animali (ex. art. 70 TULPS e ex. art 129 Regolamento esecuzione TULPS abrogati dal DL 13 luglio 1994 n° 480).
Chi legge può obiettare che è assurdo interessarsi alle crudeltà spagnole quando in Italia abbiamo tanti gravi problemi. Ma, oggi, molte battaglie di civiltà si vincono solo con la collaborazione internazionale.
Come la salvezza delle piccole foche del Canada e di tutti gli animali da pelliccia dipende dalla rinuncia ad acquistare pellicce da parte dei paesi consumatori di tutto il mondo, così anche la fine della corrida dipende oggi da turisti.
Il confronto tra vita e morte rappresentato nella corrida è stato cantato in poesia, in musica, in teatro, rappresentato in pittura. I romanzi di Ibanezed Hemingway alimentarono il mito della corrida e del torero, così come i ruoli svolti da star del cinema in film che parlavano di toreri (Sofia Loren, Ava Gardner, Gina Lollobrigida, Lucia Bosè).
Ricordiamo che dietro alla corrida vi sono molti interessi di tipo economico, politico e turistico. Ricchi latifondisti, allevatori di bestiame, agenzie turistiche richiamano a giustificazione la tradizione, l'interesse turistico, artistico e sportivo dell'evento.
Per eliminare il verificarsi di questi eventi occorre diffondere, il più possibile, le informazioni su tali assassinii. Maltrattamenti e usurpazione dei diritti vanno eliminati dall'intero pianeta. Se non fermiamo adesso tutte queste atrocità il mondo andrà sempre di più a peggiorare finchè sarà l'uomo stesso a risentirne. La violenza non deve fare parte del futuro. Nel mondo c'è e ci sarà sempre il bene e il male, altrimenti no ci sarebbe il giusto equilibrio, ma non deve assolutamente esistere la violenza inutile, quella fatta per passare delle giornate, quelle fatte a scopi lucrativi...DICIAMO BASTA. Oggi, fare parte della razza umana è una vergogna. Possiamo cambiare...migliorare...possiamo provarci! FACCIAMOLO!.


L'omicidio legale

8 giugno 2010
La caccia è la pratica di catturare o uccidere animali, solitamente selvatici, per procurarsi cibo, pelli o altre materie oppure per scopo ricreativo.
La caccia fu certamente una fonte primaria di sostentamento in alcune fasi dell'evoluzione umana, ovvero prima della nascita dell'allevamento e dell'agricoltura, quando l'uomo era cacciatore-raccoglitore. Ancora oggi la caccia (eventualmente nella forma della pesca) rappresenta la fonte principale di proteine nell'alimentazione di molte comunità, soprattutto nei paesi più poveri del mondo.
Nei paesi industrializzati la caccia ha perso il ruolo di sostentamento, diventando gradualmente una attività principalmente ricreativa oppure condotta allo scopo di commerciare il ricavato della cattura o dell'uccisione di animali. In questo contesto, il termine "caccia" si riferisce generalmente a un'attività approvata dalla legge, mentre con bracconaggio si intende la caccia fatta in modi o in contesti che la rendono illegale.
La caccia può anche avere un ruolo nella gestione della fauna selvatica, ad esempio per mantenere la popolazione di una certa specie all'interno delle capacità di sostentamento dell'ambiente ecologico. In Italia, come negli Stati Uniti e in molti paesi occidentali, le guardie forestali e ecologi partecipano alla scrittura delle norme di regolamentazione della caccia in modo che le quote e i metodi permessi garantiscano la preservazione della fauna selvatica.
La cattura di pesci, ovvero la pesca anche nella sua espressione subacquea (nota col nome di caccia subacquea ma ancor meglio pesca subacquea), non viene solitamente considerata un tipo di caccia anche se ne condivide molti aspetti. Anche la cattura di animali con trappole, oltre a essere generalmente proibita, viene solitamente considerata un'attività diversa dalla caccia.
Oggi, per molte persone, la caccia è considerata una forma d’arte; per altri è considerata come un modo per passare del tempo all’aria aperta, in solitudine o con i propri amici. In tutto ciò va sottolineato il fatto che per soddisfare questi “piaceri” si fa ricorso all’eliminazione di esseri viventi che meriterebbero un percorso di vita decisamente diverso, più naturale. Le leggi “tutelano” gli animali ma non troppo. Esse si limitano a definire i periodi di caccia, per “eliminare” il fattore estinzione, ma se tale limitazione fosse un‘iniziativa dello stesso uomo che ha la passione per la caccia, non sarebbe meglio?. Decisamente, sarebbe la cosa migliore ma è anche vero che resta un evento improbabile. Questo significa che, per questi uomini, la soddisfazione di aver deciso la fine della vita di un essere è maggiore rispetto a quella che poverebbero salvandola. La caccia è un sistema di "omicidi legali".
Come è stato scritto nel post riguardante la prevenzione, l’uomo per natura è l’essere più egoista che possa esistere. Inoltre, è noto come l’uomo si senta incitato di fronte a delle limitazioni. Il problema di fondo sta nel far capire, a chi pratica questo esercizio, che quando si va a cacciare si diventa inevitabilmente degli assassini a tutti gli effetti. In questo senso le leggi sono a favore della caccia pur mettendo delle limitazioni. Non deve esistere il periodo per cacciare e quello per non cacciare. La vita è un dono che va tutelato sempre e non solo in alcuni periodi dell’anno. Esistono cacciatori e bracconieri ma non credete, in fin dei conti, che i termini abbiano significati uguali? Entrambe decidono delle vite altrui. Vite di esseri indifesi, che si ritrovano a non poter fare altro che rassegnarsi di fronte a coloro che, sotto questi aspetti, si trovano ad essere più forti di loro. Esseri alla quale un giorno qualunque viene derubato del diritto alla vita. Chi uccide una vita umana viene condannato a scontare una pena. Chi uccide un animale non viene condannato, se lo fa nei periodi e nei luoghi giusti. I bracconieri agiscono illegalmente e i cacciatori no. Sono definizioni senza senso! Se uccidi l'hai fatto e basta.
Intendiamoci, con questo intervento non vogliamo dire "diventiamo tutti vegetariani", sarebbe sbagliato. Esiste una catena alimentare creata dalla natura stessa ma uccidere per passare una giornata con i propri amici non è una cosa, per niente, necessaria. Inoltre, ricordiamoci che anche le piante di cui ci nutriamo sono esseri viventi. Non possiedono occhi, orecchie, ecc..ma nascono, crescono e muoiono. Queste tre fasi riunite realizzano quel processo chiamato VITA.
Negli anni si sono svolte diverse campagne di sensibilizzazione contro la caccia. Ovunque, dalle scuole alle piazze, si organizzano delle giornate dedicate all’esposizione delle motivazioni per le quali tali azioni necessitano di una totale eliminazione. Grazie a quest’ultime, il grado di sensibilizzazione della popolazione sembra stia crescendo, di contro il numero di praticanti della caccia sta scendendo. Nel corso degli ultimi anni sono stati commissionati ad agenzie accreditate la rilevazione di dati statistici vari sondaggi, sia a livello nazionale che regionale, sul tema della caccia. Di seguito sono riportati i dati ISTAT.



Si può osservare come dal 1980 al 2002 il numero dei cacciatori, in Italia, sia nettamente diminuito. Appare eminente che la quasi totalità degli italiani si dichiara contraria a certe pratiche particolarmente controverse (intorno al 90%) e in generale la stragrande maggioranza dei cittadini è nettamente contraria alla pratica della caccia in sé e per sé (70%).
Sono risultati positivi ma si può migliorare sempre di più se solo lo volessimo.
Abbattiamo la caccia superflua. Quando vogliamo trasccorrere una giornata all'aria aperta a contatto con gli animali, facciamolo con loro da vivi. Fermiamoci ad osservare la loro vitalità, la loro sensibilità, la loro intelligenza e tutto ciò che fa parte di essi. Quando abbiamo bisogno di denaro non facciamo dell'omicidio un lavoro. Non trasformiamoli in pellicce, in borse e quant'altro solo perchè è uno dei modi più veloci per fare soldi. Magari quei soldi serviranno a sfamare delle famigle ma, in questo modo, se ne distruggono altre. Noi non vorremmo mai che qualcuno uccidesse i propri genitori o i propri figli solo per fare del bene ad altri che potrebbero rimediare diversamente. Purtroppo il discorso è sempre lo stesso:"All'uomo piace vincere facile". Questo non gli fa per niente onore.

II° EXPO del meticcio

7 giugno 2010
Straordinaria la giornata che si è svolta domenica 30 Maggio al Parco Monte Ceraulo di Mascalucia(CT). Un centinaio di cani si è riunito, assieme ai proprietari, per passare una giornata all’insegna del divertimento, della socializzazione e soprattutto della sensibilizzazione. L’appuntamento è iniziato puntualmente alle 9:30 con l’apertura delle iscrizioni alla sfilata che, tenutasi durante l’intera giornata con una pausa pranzo, ha visto cani di tutte le razze esibirsi, a fianco col proprio proprietario, nella passerella creata appositamente per l’occasione. Qui sono stati sottoposti al giudizio di una giuria composta da cinque membri e alle divertenti battute di un membro della Protezione Civile che ha condotto vivacemente la sfilata. Ma protagonisti della giornata sono stati anche i cani meno fortunati: quelli senza un amico col quale poter trascorrere una giornata del genere. Molteplici erano, infatti, gli stand delle associazioni che si occupano delle adozioni e del mantenimento di quei piccoli amici il cui vissuto non è stato tra i migliori. Cuccioli più e meno grandi, superstiti di quel tanto nominato fenomeno randagismo. Animali bisognosi di dare e ricevere affetto da coloro che precedentemente hanno trovato il modo di tradirli, abbandonandoli in qualche posto sconosciuto, magari al buio in modo da non sapersi più orientare per fare ritorno in quella casa, oramai, lontana che li aveva accolti; lontano dalle persone che se ne sono servite ma alle quali si erano affezionati. Altri invece, che nati per strada, non hanno mai conosciuto il calore di una casa e la sensazione di avere qualcuno da amare incondizionatamente.
L’occasione, quindi, è stata propizia per avviare una campagna di adozioni “a distanza”, rivolta al mantenimento degli animali presso le stesse associazioni autorizzate (versando una somma di denaro) ma soprattutto per offrire una casa e tanto affetto a molti di essi. Come annunciato, inoltre, è stato offerto, da parte dei veterinari della USL, un servizio gratuito che prevedeva l’applicazione del microchip al proprio animale, per chi ne avesse fatto richiesta. La presenza di un docile cavallo, per la felicità dei bambini, ha permesso ai visitatori di poter compiere un breve giro in groppa ad esso. La giornata si è conclusa al tramonto con la premiazione dei partecipanti alla sfilata e con molteplici adozioni all’interno degli stand delle diverse associazioni che hanno partecipato alla manifestazione. Importanti sono state, infine, le affermazioni dei conduttori riguardo le situazioni spiacevoli che spesso vedono coinvolti i nostri piccoli amici animali indifesi.

Di seguito sono riportate le foto e un video che descrivono questa giornata.



Non è meglio la PREVENZIONE?!

3 giugno 2010
"Marea nera,"disastro immenso"
Autorità Usa:"Presto cupola di cemento"
La situazione della marea nera per la fuoriuscita del greggio nel Golfo del Messico è in evoluzione, e c'è il rischio che "diventi un disastro senza precedenti". Lo ha confermato il ministro alla Sicurezza interna americana, Janet Napolitano, incontrando i cronisti nella base dell'aviazione della marina Usa a Pensacola. "Tra oggi e domani" inizierà l'operazione centrata sulla cupola di cemento della Bp, ha spiegato Napolitano."

Queste sono le informazioni che riportava il Tgcom alla data 6/05/2010. Solo a distanza di 38 giorni si è "riusciti" a tappare la fuoriuscita del petrolio, con un buon 30% delle probabilità che l'operazione fallisca creando ancora più danni. Quella percentuale si è verificata. Qualche giorno dopo, infatti, il tappo ha ceduto e la perdita ha ripreso il suo decorso continuando a creare disastri ambientali minacciando, in questi giorni, le coste della Florida. Disastri che vengono giustificati con frasi del genere "Tutti i danni saranno risarciti" oppure "Verrà finanziata interamente, con 360 milioni di dollari, la costruzione di sei isole artificiali destinate a proteggere le coste della Louisiana dalla marea nera".
Ma fermiamoci un momento. In tutto ciò chi ne sta facendo le spese? Come sempre sono la flora e la fauna che fanno parte del Golfo. Non è la prima volta che succedono disastri del genere, anzi, possiamo dire che quest'ultimo è stato uno dei meno gravi ma sorge spontanea una domanda: Ma se ad essere deturpato, danneggiato, distrutto fosse il nostro habitat? La nostra casa? Se qualcuno installasse macchinari mettendo a repentaglio la nostra vita, quella dei nostri figli, dei nostri parenti...noi non ci opporremmo? E se, invece, ci ritrovassimo a non poter fare nulla per evitarlo, quale sarebbe la nostra reazione? Dovremmo rassegnarci alle decisioni altrui create unicamente per uno scopo lucrativo?!...Non permetteremo mai che casi del genere accadano. La rassegnazione, invece, è l'unica reazione possibile che flora e fauna possono adottare casi del genere. Sfido chiunque a decidere se far vivere se stesso/a e la propria famiglia accanto a qualcosa che metterebbe ognuna di queste vite in pericolo. Una raffineria per esempio, perché no, una centrale nucleare. Insomma, grandi strutture con "provati" impianti di sicurezza, per carità, ma con altissime potenzialità di incidenti. Se uno di questi accadesse a poca distanza dalle nostre case? Una catastrofe! Migliaia di morti assieme a non poche evoluzioni delle generazioni future, visto che respirare l'aria impregnata dai fumi di una raffineria, diciamolo:"Non è il massimo!"...e allora la risposta è pressoché ovvia! Non costruiamo le case troppo vicino a queste strutture, preveniamo. Ma allora perché non si ragiona allo stesso modo anche per l'habitat della flora e della fauna? Perché non ci poniamo le stesse domande, come se ad essere in pericolo fossero le nostre stesse vite?...La verità?! Secondo me si gioca molto sul fatto che flora e fauna di fatto non possono esprimere la loro opinione. Al massimo possono, ammesso che percepiscono il pericolo in tempo, scappare! Allontanarsi il più possibile. Chi se ne importa! A noi serve la benzina per andare a lavoro, per andarci a divertire. Cosa ci possiamo fare?! E' la legge della natura, no? Il più forte vince sui più deboli! Ma se i forti non esistessero più e ci si ritrovasse tutti sullo stesso piano, allora si che la "battaglia" avrebbe davvero senso. Si combatterebbe ad armi pari. Com'era la pubblicità?!..."Ti piace vincere facile?!"...Si! All'uomo piace tantissimo! Quando si ha l’intenzione di creare nuove strutture si dimentica sempre che nel luogo in cui opererà c'è vita, di qualunque tipo, specie, razza..ma c'è! E se vogliamo che il nostro cane o il nostro gatto viva al meglio, nelle migliori condizioni possibili, allora perché la maggior parte delle volte non applichiamo lo stesso ragionamento sugli altri esseri?.
D'accordo! La scienza, la tecnologia e il resto sono frutto dell'intelligenza dell'uomo e sono importanti per la sua evoluzione ma quello che intendo dire è: Vogliamo il meglio per coloro che ci è di più caro? Facciamo lo stesso anche con ciò che non ci è direttamente vicino...Agiamo nel migliore dei modi salvaguardando la vita di tutto e, soprattutto, di tutti. Portiamo avanti l'evoluzione rispettando tutti. L'uomo per natura è più egoista che altruista ma se riuscisse a cambiare in una cosa così grande, bella e importante, allora si che diventerebbe l'essere più intelligente della Terra. Agendo solo per la preserva della sua evoluzione, l’uomo, mette in mostra solo una parte della propria intelligenza...quella che andrebbe denominata "intelligenza scientifica" . Di contro, molto scarsa si presenta "l'intelligenza umana" intesa come grado di affettività, di amore, di attaccamento alla vita propria e del prossimo. Non credete che l'uomo raggiungerebbe il massimo della sua "intelligenza" solo essendo saturo di ognuna di esse?!. Non si vogliono dare lezioni di vita ma sin da bambini ci viene insegnato il rispetto per la vita. Per quella personale e, soprattutto, per quella degli altrui. Non importa che essa sia uguale o diversa alla nostra. E' una questione di buon senso. Dobbiamo convivere in questo pianeta? Facciamolo al meglio delle nostre possibilità senza recare danno a nessuno. Determinate conseguenze possono essere evitate utilizzando la PREVENZIONE, un'azione semplice ma di una efficacia straordinariamente grande.


Visualizza Golfo del Messico in una mappa di dimensioni maggiori
 

Browse